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Potatura delle palme, il Consiglio dei Nostri Esperti

04 Septembre 2019

IL CONSIGLIO DEI NOSTRI ESPERTI...

CONSIGLI FITOSANITARI E AGRONOMICI PER LE PALME

Per le potature conviene aspettare che le foglie secchino del tutto sul culmo prima di intervenire, a causa di malattie funginee e punteruolo rosso che si potrebbero instaurare sulle ferite, specialmente nel periodo primaverile-estivo, in cui per l’appunto non conviene compiere interventi di alcun tipo a livello fisico-meccanico come vediamo invece tristemente fare. Quindi non operare in primavera estate per via del punteruolo, e nei periodi più freddi a causa del gelo...

E’ necessario lasciare almeno il 50 %delle foglie intatte per una corretta crescita della palma e non fare come spesso si vede, di lasciare solo poche foglie, per fini ornamentali di dubbio gusto paesaggistico.

Non si devono potare sistematicamente, e nello stesso modo, tutte le palme, dato che ogni esemplare presenta delle particolari necessità di potatura. Nelle specie a foglie marcescenti, l'eliminazione delle foglie è una questione d'estetica (sebbene potrebbe essere più decorativo lasciare le foglie secche appese allo stipite), di tradizione o di prevenzione degli incendi delle parti secche.

In altre specie le foglie secche cadono facilmente e più o meno rapidamente per cui, più che di una potatura si ha bisogno di una semplice eliminazione delle foglie secche

RESISTENZE A PUNTERUOLO ROSSO:

Allo stato attuale potenzialmente sono tutte sensibili agli attacchi massivi di questa specie, pur risultando una certa resistenza interspecifica e intravarietale. Avendo una collezione di 37 specie diverse in piena terra ed eseguendo un controllo guidato molto attento, mi risultano allo stato attuale molto sensibile la sola Ph. canariensis, che è l'unica che sono riuscito a contenere a stento negli attacchi.

- genere Archontophoenix e Howea, attacchi circoscritti e localizzati, per via dei culmi piuttosto fini, la percentuale di attacco è relativamente bassa, e ancor più bassa la mortalità pur non negando che gli attacchi avvengono ma non sono specie predilette dal parassita.

- genere Bismarkia: attacchi prevalenti alla base delle foglie che crescendo causando spacchi alla base, ben protetti alla vista, le femmine ovidepongono, se l'attacco non è eccessivo, la palma produce in loco una gomma scura molto densa che ingloba le uova prima della schiusura.

- genere Cocos (Syagrus romanzoffiana) attacchi prevalenti concentrati al colletto della pianta, (base del culmo) sulle radici spesso in vista, in questo caso trattamenti localizzati permettono una valida difesa.

- gen Dypsis: attacchi da rari a comuni, buona la resistenza, bassa la percentuale di mortalità, alta quella da eventuali danneggiamenti che ne compromettono la bellezza architettonica.

- gen Phoenix: le più sensibili le canariensis, seguite dalle sylvestris, dactylifera (più soggetta, soprattutto se originata da commercio diretto col nord africa a Fusarium delle palme, vero responsabile dell cadute di palme di questa specie a causa del maltempo che hanno causato delle vittime. Sicuramente gli attacchi del punteruolo accentuano questo rischio ma ne sono la concausa);

- gen Sabal , suscettibilità media, attaccate non preferenzialmente in presenza di altre specie, anche qui emissione di gomma. Risulta più resistente la specie uresana rispetto a palmetto.

- gen Trachycarpus: attacchi da comuni a molto comuni, l'indagine visiva resa difficile se non in presenza di rosura, a causa della pelosità dei fusti, più sensibili per esperienza il T. fortuneii e il T. martianus, meno suscettibile agli attacchi il T. wagnerianum, ma non esente e ci tengo a ribadirlo.

- gen. Jubea: molto sensibile agli attacchi, e vista la lentezza di crescita, non è roseo il futuro di questa fantastica specie, fra le più grandi del mondo, congenere probabilmente di una specie gigantesca endemica dell'Isola di Pasqua (Rapa Nui) oggi estinta, studiata dai pollini e resti fossili dai paleobotanici cileni e statunitensi.

- gen. Washgtonia: In condizioni normali, la palma riesce a reagire agli attacchi di punteruolo purchè non eccessivi (>30-40 larve) producendo gomma scura che ingloba le giovani larve appena schiuse, reagendo alle punture di ovideposizione.

Riscontrate alcune punture di ovideposizione del punteruolo anche su Cycas, Dion, Macrozamia e Zamia fortunatamente senza alcuna conseguenza. Una specie nuova di punteruolo sembra essere in arrivo dal Centro-Nord america (P: nero) che attacca preferenzialmente Agavi e Opuntia.

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